È con l’entrata in scena dei registi italiani che il cannibal movie raggiunge il suo apice, delineandosi come una delle più feroci e disturbanti declinazioni del genere horror. Furono sufficienti una decina di pellicole per trasformarlo in un cult assoluto e rigorosamente made in Italy.

Italian Cannibals do it better

Tutto ha inizio nel 1972, quando nelle sale italiane arriva Il paese del sesso selvaggio di Umberto Lenzi, ancora oggi considerato il capostipite del filone cannibalico italiano.

Il film fissa le regole del genere: l’occidente che entra in contatto con una tribù selvaggia e sconosciuta, animali uccisi con crudeltà, violenze di ogni sorta, un pizzico di erotismo e, naturalmente, una bella dose di antropofagia.

cannibal horror italiano

Il paese del sesso selvaggio (1972), locandina

Ma è tra il 1977 e il 1980 che il cannibal movie prospera e si diffonde, ottenendo grandi consensi (e pesanti censure) nella sale di tutto il mondo. Nel 1977 Ruggero Deodato realizza Ultimo mondo cannibale, una sorta di prova generale di quello che sarà poi il suo capolavoro, Cannibal Holocaust (1980), la pellicola che ha ispirato The Green Inferno.

Il fiero pasto dal sapore erotico

Pochi mesi dopo il successo registrato da Deodato, Joe d’Amato realizza Emanuelle e gli ultimi cannibali, nuovo capitolo della famosa serie erotica di fine anni ’70. Qui il cannibal si sposa definitivamente con l’erotismo, senza rinunciare all’efferatezza della messa in scena.

Riscontriamo il binomio eros e thanatos anche in altre pellicole successive, come dimostra l’iconica immagine di una splendida Ursula Andress legata a un palo dai selvaggi de La montagna del Dio cannibale (1978) di Sergio Martino.

cannibal movie

Emanuelle e gli ultimi cannibali (1977), locandina

Il filone degli indigeni antropofagi viene recuperato da Lenzi nel 1980, anno di Mangiati vivi!, uno dei suoi maggiori successi al botteghino, e l’anno successivo con Cannibal Ferox, per poi arrestarsi definitivamente nel 1985 con l’uscita degli ultimi due film di genere, rispettivamente Schiave bianche – Violenza in Amazzonia di Roy Garrett (aka Mario Gariazzo) e Nudo e selvaggio di Michael E. Lemik (meglio noto come Michele Massimo Tarantini).

Il 24 settembre con The Green Inferno torna nelle sale italiane un grande cannibal horror: pensi di avere lo stomaco abbastanza forte?